La peste del 1375
 

I documenti che attestano l'origine del culto su Santa Rosalia a Bivona prima del ritrovamento delle reliquie sul monte pellegrino sono molto numerose, ma spesso poco affidabili, talvolta contraddittorie. In buona parte di essi però si narra di due apparizioni, a distanza di un anno, nelle quali Santa Rosalia avesse chiesto esplicitamente che venisse costruita una chiesa in suo onore. Eccone alcune testimonianze tratte dal libro dello studioso Marrone:

 

Lettera del 31 Luglio 1624: "Duecento anni sono e più qui fu la peste; una notte in quel tempo comparve S. Rosalia ad una vergine e doppo alli giurati dicendoli li fabricassero una chiesa nel luogo dove è la chiesa, che subito passerà la peste; si fece e passò subito..."

 

Lettera del 6 Luglio 1629: "Nella città di Bivona è solenne la memoria della medesima S. Rosalia per la liberazione della peste in tempi antichi et una chiesa dedicata a detta Santa, per la liberazione quasi da 300 anni fa"

 

Pubblicazione sulla vita di Santa Rosalia del 1651: "Provò Bivona questa protettione e amore della Santa con molto beneficio e gloria sua nell'occasione di una pestilenza universale, che danneggiò tutta la Sicilia e viene raccontata dal Fazello nel 1347 perciocchè fu celebre un'apparizione di S. Rosalia qui presso, fuori la Terra, sopra un gran sasso, fatta ad una fanciulla che nel torrente vicino lavava certe tele, avvisandola che i bivonesi sarebbero liberi dalla peste, se fabricassero a Santa Rosalia in quel luogo una Chiesa. Non si diede credenza alla relatione della rivelazione. Ma durando tuttavia il male, l'anno seguente ritornò la Santa a comparire ad un huomo degno di fede ed essendo questi creduto si fabbricò la chiesa in quel luogo ch'è presso la Terra pochi passi, e ne seguì la liberatione del male, onde con particolari orationi come protettrice l'invocano..."

 

Deposizione raccolta nel 1642: "E' di 400 anni a questa parte continuamente, senza inver omissione ti tempo alcuno, si ha sempre venerata et honorata come Santa, la Santa Vergine Rosalia, in honore e reverenza della quale da tempo detto d'anni 400 secondo la detta tradizione fu eretta e fabbricata una chiesa in detta Città di Bivona con suo campanile e campana..."

 

In uno scritto di Francesco Sparacino del 1650: "Ma sua divina maestà, che non si scorda dei servi suoi, fece che molti anni doppo la sua morte (di S. Rosalia, fissata dallo Sparacino al 4 Settembre 1159), all'anno 1245, mentre in Sicilia una grave pestilenza infestava le genti, comparisse sopra una pietra in Bivona la Vergine ad un uomo ordinandoli che se voleano passasse la peste, le fabbricassero una chiesa in quel luogo dicendoli « Andate a dire alli giurati  che mi facciano quivi una chiesa e mi habbiano a devotione, che cesserà la peste ed io sono Santa Rosalia».

Referì quel buon huomo alli giurati della Terra il suddetto; i quali considerando il luogo non buono per fabbricarvi e la novità del nome della Santa, trascurarono il negotio e non vollero far cosa alcuna, perchè il luogo dava che dubitare a chi non sapea il misterio. [...] Hor chi potea immaginarsi che fosse celeste ostacolo e divino volere che ivi si fabbricasse chiesa, essendo più opportuno nella Terra? Nondimeno l'anno seguente (1246, ndr) alli 28 di luglio apparve ai giurati la Santa medesima e l'inculcò che se voleano essere liberi dalla peste, edificassero una chiesa nel luogo ove era comparsa a quell'huomo, dicendoli «Io vi mandai a dire l'anno passato che mi faceste qui una chiesa perchè la peste passi, fabricatemi questa chiesa che io mi chiamo Santa Rosalia»".

 

Molte sono le discordanze sulla datazione, presunta o data, dell'origine del culto e la costruzione della Chiesa, come la persona dell'apparizione (chi dice un uomo, chi una vergine) ma in tutto questo è molto facile notare numerose assonanze, che tracciano a grandi linee l'origine del culto bivonese per Santa Rosalia.