I canti
 

A SANTA ROSALIA

 

E Santa Rosalia ‘rimita e bedda;

la veru rosa di nostru Signori. (x2)

Era la figlia di lu re Sinibaldi

la veru rosa di nostru Signori. (x2)

E a munti Piddirinu è la so Chiesa

ca iornu e notti stava addinucchiuni. (x2)

E l’ucchiuzzi so’ facianu funtaneddi

pi lavari li chiaghi a lu nostru Signori. (x2)

 

 

A SANTA ROSALIA (DIRETTORE  PASQUALE SCIARA)

 

Amabile Santa, luce del nostro cammino.

o stella risplendente, abbi pietà di noi. (x2)

  

Conforto e speranza, balsamo per i dolenti.

o Santa premurosa, abbi di noi pietà. (x2)

 

Al tuo bel nome fuggono peste e malanni,

o Santa dei portenti, abbi pietà di noi. (x2)

 

Bivona devota a te si dona fidente,

o nostra gran Patrona, abbi pietà di noi. (x2)

 

Ascolta benigna, povera ed umile prece,

o Santa Rosalia, abbi pietà di noi. (x2)

 

 

INNO A SANTA ROSALIA

 

Diva cui diedero lor nome i fiori,

o Santa nobile, stirpe di re,

tu il puro anelito dei nostri cuori,

tu il faro vigile di nostra fe’.

 

O Rosa fulgida che dolce olia,

o giglio candido spruzzato d’or,

fiore freschissimo, o Rosalia,

accogli il palpito del nostro cuor.

Fiore freschissimo, o Rosalia,

accogli il palpito del nostro cuor.

 

Tu che di gelida caverna in seno,

scolpivi il nobile patto d’amor,

tra cento ostacoli, concedi almeno,

che della grazia serbiamo il fior.

 

Tu che sui culmini del Pellegrino

sfogavi all’aure immenso ardor,

tu fa che il fervido foco divino,

avvampi ogni anima, bruci ogni cor.

 

Tu che sollecita de la tua terra,

la tua malefica fugasti un dì,

o pia difendici da fame e guerra

d’ogni altro contagio che ci colpì.

 

Tu che con l’anima in Dio rapita,

sorella agli angeli fosti quaggiù,

l’arcano insegnaci de la tua vita:

sognar la patria, cercar Gesù.

 

 

NOVENA A SANTA ROSALIA

 

Si muovono al monte le turbe pietose,

al monte che olezza di gigli e di rose.

 

Salve, salve o Rosalia.

Salve, salve o Rosalia.

 

E’ Rosa il tuo nome che accende nel core

del pio che t’invoca, la fiamma d’amore.

 

Tu giglio, diffondi effluvi si grati

che gli animi impuri fai casti e beati.

 

Difendi, o gran diva, la patria e il mondo,

non vi abbia seggio lo spirito immondo.

 

Ma dolce vi aleggi lo Spirito in Dio

ed il voto si compia del Decimo Pio.

 

Tellurici monti non abbian possanza,

sul Siculo piano che un dì ti fu stanza.