Non di rado chi visita Bivona rimane colpito dalla forte carica naturale che questo paese e l’ambiente in cui è sito suscitano. Totalmente immersa nel verde, Bivona offre ai visitatori la possibilità di fare escursioni presso le sue montagne, ad esempio presso il monte delle rose (1436 m.), uno dei monti più alti della Sicilia centrale appartenente alla catena montuosa dei monti Sicani, dal quale è possibile scorgere l’Etna, il mar Mediterraneo e talvolta anche Pantelleria. I boschi bivonesi sono prevalentemente boschi di conifere, con sottobosco ricco di specie tipiche della macchia mediterranea. Nel territorio è infatti notevole la presenza di erbe aromatiche, commestibili ed officinali, mentre la fauna è quella tipica delle regioni mediterranee.
Per chi invece non sa rinunciare al classico pic-nic, sita in contrada Canfuto, si trova una vasta area attrezzata dove non mancano barbecue, tavoli, sedie, servizi igienici e legna per trascorrere indimenticabili momenti all’insegna del divertimento, del relax e della spensieratezza.
Non molto distante da Bivona vi è il bosco della Quisquina (territorio del comune di Santo Stefano Quisquina), nel quale è stata istituita un’area protetta che è possibile visitare la domenica ed i giorni festivi. Anche in questi luoghi l’atmosfera che si respira è piena di semplicità e naturalezza che solo un diretto contatto con la natura e con gli animali sono in grado di suscitare.
Negli ultimi anni si è molto sviluppata, grazie all’azione del corpo forestale, la parte settentrionale del paese che comprende la zona del convento dei cappuccini sino alla zona S. Matteo. Numerosi interventi di sistemazione, nuove colture e particolare attenzione hanno contribuito a creare un vero e proprio polmone naturale, oltre allo splendido paesaggio arricchito con alberi tipici del luogo.
Erbe medicinali
Bivona vanta anche una ricca presenza di erbe medicinali che un tempo, in assenza di altri rimedi, venivano utilizzate per curare le malattie o alleviarne i dolori. Il sambuco, ad esempio, veniva utilizzato come sudorifero nella cura dei raffreddori; il rosmarino negli stati di debolezza fisica e psichica; la menta, invece, veniva usata per produrre un olio che aveva funzione digestiva ed antipruriginosa; mentre col finocchio selvatico venivano curate le infezioni ed il singhiozzo.

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