Con molta probabilità Bivona venne fondata dal Tiranno Gelone di Siracusa e nel primo documento in cui compare (1160) viene descritta come un semplice casale. Di origine musulmano-saraceno il popolo bivonese fu governato da diverse famiglie nobili: alla fine del ‘200, infatti, Bivona fu infeudata e da allora si sono succeduti i Chiaramonte, i D’Oria, i Peralta, i Luna, I Moncada e gli Alvarez.
Nel XVI secolo il paese vive un periodo di notevole splendore: la popolazione raggiunse gli 8000 abitanti e furono costruite più di quaranta chiese, a testimonianza della particolare fede e devozione che fecero di questo luogo uno tra i più cattolici di tutta la Sicilia. Quando nel 1812 venne abolita la feudalità Bivona venne prescelta come capoluogo di Distretto, e dal 1818 al 1927 fu sede prima di Sottintendenza e poi di Sottoprefettura, divenendo un importante centro amministrativo per altri 12 Comuni dell’entroterra dell’agrigentino.
Molte sono le tradizioni che i nostri antenati hanno saputo sapientemente tramandare sino a giungerci fino a noi: a testimonianza della grande devozione e fede del popolo bivonese sono le varie processioni, le usanze, i riti che ancora oggi, nonostante viviamo un periodo di oscurantismo religioso, si svolgono in paese.
Cenni storici tratti dalla guida turistica
Il primo documento storico the riguarda Bivona risale al 1160, al tempo di Re Ruggero II e dei suoi successori Guglielmo I e Guglielmo II. In tale periodo era un semplice casale abitato da popolazione musulmana che lasciò tracce evidenti nella fonetica, nel dialetto (hanèa) e nella toponomastica locale (Giddia, Karnicòla, Mailla, Canfuto). Divenuta nella seconda metà del secolo XIII uno dei principali abitati della Sicilia centro-meridionale, Bivona fu infeudata alla fine del Duecento. Risalgono a tale periodo l’antica Chiesa Madre, dal magnifico Portale GoticoChiaramontano, e il castello, che venne ricostruito nel 1359 dall’ammiraglio Corrado Doria. Passata in feudo dai Chiaramonte ai Peralta e, all’inizio del Quattrocento, ai Luna, la città venne coinvolta nella contesa the nel XV e XVI secolo oppose quest’ultima famiglia ai Perollo e che si concluse sanguinosamente nel 1529 col famoso Secondo Caso di Sciacca. Il secolo XVI fu per Bivona il periodo di maggiore splendore. Elevata a città ducale (1554), raggiunse gli 8.000 abitanti, godette di una notevole floridezza economica e si arricchì di complessi conventuali e monastici, edificati dai numerosi ordini religiosi che si stabilirono nella città: il Convento dei Carmelitani (XIV secolo), dei Dominicani (1490), degli Osservanti (1500), il Monastero delle Benedettine (XV secolo), il Convento dei Cappuccini (1572), il Collegio dei Gesuiti (inizi del XVII secolo), ed il Convento extraurbano degli Eremiti Agostiniani (1614), che venne edificato nei pressi della Madonna dell’Olio. Nel Seicento iniziò per Bivona una lenta decadenza economica e demografica, in cui ebbe gran peso la fondazione di un gran numero di nuovi centri abitati nelle sue vicinanze, ma che non impedì la costruzione di nuove chiese e palazzi nobiliari, e l’ampliamento ed il restauro di quasi tutti i fabbricati religiosi. Nel 1812, abolita la feudalità, Bivona venne prescelta come capoluogo di Distretto, e dal 1818 al 1927 fu sede prima di Sottintendenza e poi di Sottoprefettura, divenendo un importante centro amministrativo per altri 12 Comuni dell’entroterra dell’agrigentino. A partire dagli ultimi anni sessanta la città è diventata sede di numerose scuole e centro di servizi della zona montana. La sua risorsa principale è, in agricoltura, la coltivazione del pesco.

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